Vittorio Vastarelli

L'uomo e l'artista

L'attività artistica rafforza l'impegno sociale: nel 1963 frequenta la libreria "GUIDA", nel '65 prende moglie e aderisce al gruppo "Incisori d'Italia", nel '66 fa parte del DIRETTIVO del SINDACATO degli ARTISTI.
La prima mostra "personale" avviene a Firenze nel 1967.
Con una ricca serie di lavori dedicati al gioco del calcio riemerge un'esperienza giovanile e reale: "(...) si tratta di un nuovo mito della forza o della violenza se si vuole (...) una ricerca operata con semplicità, senza sotterfugi, direi persino con imprudenza rispetto a certe ricerche al limite, come é di moda nell'arte contemporanea (...) (P.Sarno).
Nel 1968 sembra spostare il discorso iniziale sul piano tecnologico, sul rapporto "uomo-cosa". Tuttavia, nelle opere sono facilmente riconoscibili, come elementi di creatività, "(sia)"...il filo di continuità che lega i suoi tentativi precedenti a certi suoi recentissimi risultati"...(sia)..." il coraggio con cui ha saputo mettere in crisi quel suo stesso tema..." (M.Pomilio).
Dal 1969 al 1970 figura tra gli animatori del Centro d'Arte "L'APPRODO" e con la sua pittura:"... si ritrova nell'ambito della nuova figurazione, contemperando l'esito naturalistico con una decisa impostazione espressionistica..." (C.Barbieri).
Un anno dopo, con alcuni amici, partecipa attivamente alla fondazione del Centro d'Arte "TRESANA", che dirigerà, insieme all'amico Viviani, fino al 1993.
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